In un lembo remoto d'Italia, la costa jonica calabrese attorno a Locri, è esploso nel 2009 un fenomeno musicale e culturale straordinario. Mimmo Cavallaro con i TaranProject ha tenuto in sei mesi oltre settanta concerti, conoscendo un successo via via sempre più travolgente, fino a suscitare un'autentica passione collettiva.
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Cioparella, dove sei?

In attesa che appaiano su youtube i video delle nuove canzoni - e già sono in arrivo... - soffermiamoci ancora su un classico dei concerti dei TaranProject: Cioparella.
Si tratta di un brano che da anni Mimmo esegue dal vivo, accompagnando con la chitarra battente una vocalità espressiva e accorata come non mai nell'enunciare il tema, e dando poi il via, col resto del gruppo, ad un ritmo incalzante e obliquo, che induce tutti al ballo come la più contagiosa delle epidemie.
Questa canzone ha conosciuto nel corso dei mesi un'evoluzione costante. Partita come fedele rilettura di una ballata tradizionale, così come la si può ascoltare nella versione registrata per il cd “Karakolo Fool”, si è pian piano completamente trasformata, divenendo febbrile, amfetaminica, modernissima.

Il primo segnale di mutazione genetica fu quando cominciò a ribollire il tappeto ritmico, scosso dall'onda tellurica delle note di basso, con Carmelo in slapping forsennato; poi fu la seconda voce di Giovanna, che un bel giorno imboccò una nota finale in contraltare con quella di Mimmo, creando una biforcazione inquietante. Poi ci fu la danza tribale che i fratelli Scarfò conducono all'unisono, a risvegliare cadenze ancestrali e ossessive; poi ci si è messo pure Gabriele, che con il suo sax divaga e converge, spaziando da squittìi di stampo free jazz all'inatteso recupero di un ben noto jingle, ad accentuare l'impressione di contrastanti rumori di fondo... e così anche il testo si apre a letture molteplici, acquista risvolti ambigui e di crescente intensità.
La primigenia successione di quadri statici, le stanze della ballata, diviene così un montaggio concitato di immagini assolute, che si alternano come flash improvvisi: si inizia tra angoscia e scioglimento, col pianto di una mamma che ha perso la figlia, la bella Cioparella del titolo, e c'è già tutto il pathos della tragedia; tocca perciò al Coro – i vicini della ruga - dipingere le due immagini successive, la ragazza che va alla messa, e che prega i Santi: due indicazioni tranquillizzanti, che paiono riportare la vicenda nell'alveo di un semplice attardarsi in chiesa. E invece no, perché la voce narrante ne trae una diversa e dubitativa conclusione: non è detto che la bella tornerà tanto presto, ma che non ci sia più è nell'ordine delle cose, forse ha semplicemente seguito la sua strada, l'abbandono della mamma non è dovuto a un evento straziante, ma solo a un legittimo desiderio di autonomia; e allora quando tornerà, presto o tardi che sia, semplicemente “salutatemela!”... Ma c'è ancora un flash – non era nel testo sul cd, ma è ricomparso in seguito – che nell'enigmatica fissità e nella potenza cromatica dell'immagine riapre alla pluralità di letture: è una ghirlanda di rose rosse e bianche, uno schizzo di colori contrastanti, un richiamo forte a sentimenti che si rimescolano, passione e purezza, rabbia e innocenza, amore e lutto...
E allora, dopo tanti mesi, ancora non sappiamo dov'è la bella Cioparella: forse fuggita? rapita? a rincorrere un desiderio? in pericolo, o peggio? O forse finalmente libera di vivere la sua vita? Non vogliamo una risposta, ma vogliamo, sera dopo sera nei concerti, interrogarci ancora a lungo sulla sua sorte.

Ecco il testo. Nei commenti la traduzione in italiano.
(Il video è del sempre eccellente Sarocrissemy)

Cioparella

Ciangi la mamma ca perdiu la fhigghja, Cioparella bella.
Ciangi la mamma ca perdiu la fhigghja, ohi bella Cioparella de mammata.

Duv’è la bella mia ch’era ‘cc'avanti, Cioparella bella.
Duv’è la bella mia ch’era ‘cc'avanti, ohi bella Cioparella de mammata.

Domanda a ‘lli vicine de la ruga, Cioparella bella.
Domanda a ‘lli vicine de la ruga, ohi bella Cioparella de mammata.

Una mi dissii c'a la missa jiu, Cioparella bella.
Una mi dissii c'a la missa jiu, ohi bella Cioparella de mammata.

N’attra mi dissi ca pregava li santi, Cioparella bella.
N’attra mi dissi ca pregava li santi, ohi bella Cioparella de mammata.

E quandu torna salutatimilla, cioparella bella.
E quandu torna salutatimilla, ohi bella cioparella de mammata.

A chilla schjiocca de rose russe e jianche, Cioparella bella.
A chilla schjiocca de rose russe e jianche, ohi bella Cioparella de mammata.

Ciangi la mamma ca perdiu la fhigghja, Cioparella bella.
Ciangi la mamma ca perdiu la fhigghja, ohi bella Cioparella de mammata.

Duv’è la bella mia ch’era ‘cc'avanti, Cioparella bella.
Duv’è la bella mia ch’era ‘cc'avanti, ohi bella Cioparella de mammata.

Domanda a ‘lli vicine de la ruga, Cioparella bella.
Domanda a ‘lli vicine de la ruga, ohi bella Cioparella de mammata

7 commenti:

  1. Piange la mamma che ha perso la figlia, Cioparella bella
    Piange la mamma che ha perso la figlia, ohi bella Cioparella di mamma tua
    Dov'è la bella mia che era qui davanti?, Cioparella bella
    Dov'è la bella mia che era qui davanti?, ohi bella Cioparella di mamma tua
    Domanda ai vicini della contrada, Cioparella bella
    Domanda ai vicini della contrada, ohi bella Cioparella di mamma tua
    Una mi disse che andava alla messa, Cioparella bella
    Una mi disse che andava alla messa, ohi bella Cioparella di mamma tua
    Un'altra mi disse che pregava i Santi, Cioparella bella
    Un'altra mi disse che pregava i Santi, ohi bella Cioparella di mamma tua
    E quando torna salutatemela!, Cioparella bella
    E quando torna salutatemela!, ohi bella Cioparella di mamma tua
    Ah, quella ghirlanda di rose rosse e bianche...Cioparella bella
    Ah, quella ghirlanda di rose rosse e bianche...ohi bella Cioparella di mamma tua

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  2. complimenti mimmo e una canzone bellissimaaaaaaaaaaaa

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  3. mimmmo come smp canzone stupenda..:D ti adoro

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  4. questa e' la poesia del sud....

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  5. bella canzone ma è dei Parafonè

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  6. caro Anonimo, non ha molto senso dire che la canzone E' dei Parafonè: si tratta di un brano tradizionale, ben noto sulla costa jonica reggina, eseguito - ad esempio - anche dai Lisarusa, e da tanti altri gruppi di musica popolare.

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