
Ma questo straordinario fenomeno musicale, i TaranProject, sono un fiore nel deserto? o la punta di un iceberg?
In altre parole, esistono altri gruppi e musicisti che condividono lo stesso humus culturale, che ai TaranProject si possono avvicinare per affinità ideali o per collaborazioni dirette?
La risposta è: sì, esistono!
Insomma uno splendido fiore sbocciato sulla punta di un possente iceberg: nulla nasce dal nulla, e la sintesi mirabile compiuta da Mimmo Cavallaro col suo gruppo è il frutto maturo della lunga sperimentazione condotta assieme ad altri artisti della Locride, attraverso anni di ricerca e progetti succedutisi nel tempo, tutti finalizzati alla rivitalizzazione della musica locale.
A voler essere anglofoni si potrebbe parlare di Locrian Wave, o magari Jasmine Wave; ma diremo invece, e meglio, Unda Jonica!
Mimmo stesso partì nel 1996 con un gruppo denominato I Folia, che poi trasmutò in TaranKhan, in cui militarono, con Fabio Macagnino, anche Francesco Loccisano e Stefano Simonetta, il fratello di Andrea, che ora fanno parte dei Taranta Power di Eugenio Bennato; questi a sua volta ebbe il ruolo determinante di pigmalione per Mimmo e soci. I TaranKhan, che già suonavano molte delle canzoni che ascoltiamo oggi, riscossero notevole successo, e tennero concerti anche in vari paesi europei.
Cosimo Papandrea, da parte sua, è stato il frontman dei SonuDivinu, in cui suonarono, con Macagnino, anche Carmelo Scarfò e Andrea Simonetta.
Carmelo e Giovanna Scarfò costituiscono inoltre, con altri due fratelli, gli Scarma.
Ci furono poi Gozz'ansamble, l'orchestra popolare Bassa Marea e infine i Karakolo Fool.

In questa prospettiva acquista dunque particolare rilievo la figura di Fabio Macagnino: accanto a Mimmo ne I Folia, poi tra i fondatori sia di TaranKhan che di SonuDivinu, nonché art director del progetto Karakolo Fool, artefice del bellissimo cd che contiene alcuni tra i brani più trascinanti che tutti abbiamo cantato e ballato nelle piazze in questi mesi. Fabio fu oltretutto il primo ad intuire che dal connubio tra Mimmo e Cosimo, i due giganti della musica ionica, sarebbero scaturite scintille musicali irresistibili, e si adoperò perché il fatidico incontro si realizzasse.
Ora Fabio ha formato un suo gruppo, gli ScialaRuga, di nuovo con Loccisano, con apporti frequenti di Stefano Simonetta, e in passato anche di Giovanna Scarfò e Alfredo Verdini. C'è poi Gabriele Albanese, che suonava i fiati in Karakolo Fool e Gozz'ansamble e di tanto in tanto fa gradito capolino sul palco dei TaranProject.
Un intrico da perderci la testa!, segnale comunque del fervore artistico che anima la scena, e della voglia di suonare assieme, in formazioni grandi o piccole secondo occasione, un modo tipico dell'ambito del jazz.
C'è un cd in preparazione per ScialaRuga, uno di Stefano Simonetta da solo, con l'alias Mujura, ed un altro in uscita per Francesco Loccisano. Molto dunque bolle in pentola...
Questo mio breve excursus risulterà sicuramente incompleto, bisognoso delle integrazioni di chiunque ne sappia di più e abbia voglia di aggiungervi qualcosa.
Ecco qui di seguito qualche link, per approfondire la scena, complessa e vivace, dell'Unda Jonica!
(un grazie particolare a Fabio, che mi ha fornito molte delle notizie qui riferite)
karakolofool
sonudivinu
gozzansamble
scarma
scialaruga