E inizieremo con Gabriele, il pifferaio magico.

Gabriele è originario di Cittanova, dove tra l'altro organizza e dirige ad agosto il festival Tradizionandu, ed è del segno del Toro. E' stato membro di Gozzansamble, Bassa Marea e Karakolo Fool, e tuttavia è l'ultimo arrivato nei TaranProject, di cui fa parte stabilmente solo da un anno.
Gabriele, come ti sei avvicinato alla musica? C'era qualche musicista nella tua famiglia?
Mi sono avvicinato alla musica grazie a mio padre, che, suonando il trombone in una banda di paese, ha una certa predisposizione per la musica; e - come per tutti i genitori che suonano - il suo sogno era di veder suonare i suoi figli. Mia madre invece è pittrice.
Ho iniziato studiando il pianoforte, che i miei genitori avevano comprato per mio fratello, cosa che è stata molto utile per la mia formazione.

Che genere di musica ascolti?
Ascolto molto jazz, ma a dir la verità sono un amante un po' di tutti i generi, essendo cresciuto, grazie a mio fratello, con la musica rock degli anni 70. Il mio gruppo italiano preferito sono gli Area, e vorrei citare anche Napoli Centrale e il Balletto di Bronzo.
Quando e come è avvenuto il tuo incontro con Mimmo Cavallaro?
Lo ricordo come fosse oggi: erano i primi mesi del 2007, io avevo appena finito di suonare col mio gruppo, gli Invece, che fanno etno-reggae, e andai in un locale, il Melmoth a Siderno, dove suonavano i Gozzansamble. Avevo il sax con me, e chiesi a Mimmo di suonare con loro; lui, come puoi immaginare, mi disse subito di sì.
Da quel giorno iniziai a partecipare ai vari progetti di Mimmo, e ad introdurre via via gli strumenti tradizionali.
Oltre che come ottimo musicista, ti vediamo sul palco perfetto ballerino: è una dote innata, o frutto di studio ed esercizio?
Sono sempre stato portato sin da piccolo per il ballo, non ho mai studiato tarantella ma sono sempre stato estremamente curioso e attento nell'osservare le persone che ballano in modo molto tradizionale… uno spettacolo!
Gli strumenti della tradizione, il sax che viene dal jazz, strumenti di altre culture... con che criterio scegli quale utilizzare nei vari brani?

La scelta degli strumenti è fatta con molta attenzione, devono dare il colore appropriato al brano; strumenti come duduk, flauto armonico, o zumpettara, ocarina, pipite e marranzani hanno tutti un suono ammaliante, almeno per me, e fanno sì che la musica diventi un tutt'uno con il ballo... Proprio questo è TaranProject, musica, ballo e voglia di vivere!
Quali nuovi strumenti stai studiando? Pensi di inserirli nel concerto?
Sì, sto studiando un altro strumento che presto introdurrò , ma ancora non lo sveleremo… sarà una sorpresa!
A quale canzone dei TP sei particolarmente legato e perché?
Del nuovo cd la canzone alla quale sono particolarmente legato è proprio “Hjuri di Hjumari”: mi sono innamorato di questo brano perché la parte della pipita mi fa pensare ad un treno che sfreccia ad alta velocità in mezzo ad una foresta… Un pensiero un po' strano, no?
E' un brano che ancora non eseguiamo nei concerti, ma è una bomba di canzone! Farà parte del nuovo spettacolo, nei prossimi mesi.
Grazie, Gabriele!