Calabriacaffè intervista Mimmo Cavallaro
Su calabriacaffe.it c'è una interessante intervista a Mimmo, in cui ci parla della passione che l'ha guidato alla riscoperta delle radici musicali della sua terra, e della passione che, attorno al fenomeno TaranProject, non smette di crescere. L'autrice è Giuseppina, che ha scoperto Cavallaro ascoltandone i cd, e non l'ha ancora mai visto in concerto, ma ne è stata già conquistata!
Ogni sera un concerto!
Gli appuntamenti della settimana con i TaranProject:
- martedì 11 a Monasterace Superiore
- mercoledì 12 ad Africo
- giovedì 13 a Reggio Calabria al HOM
- venerdì 14 a Caulonia in Contrada Vasi
- sabato 15 a Soverato
- domenica 16 ad Antonimina
nei commenti - qui sotto - il racconto, le riflessioni, le emozioni di chi c'era: Francesco Franco, Giupi, Barbara, Santo...
- martedì 11 a Monasterace Superiore
- mercoledì 12 ad Africo
- giovedì 13 a Reggio Calabria al HOM
- venerdì 14 a Caulonia in Contrada Vasi
- sabato 15 a Soverato
- domenica 16 ad Antonimina
nei commenti - qui sotto - il racconto, le riflessioni, le emozioni di chi c'era: Francesco Franco, Giupi, Barbara, Santo...
Notizie da Guardavalle
Un commento della nostra preziosa amica Giupi sul concerto di venerdì sera a Guardavalle:
Ancora una volta si stava mettendo a piovere verso fine concerto e poi ha smesso dopo che Mimmo ha iniziato a cantare la cantilena "Chjiovi, chjiovi, chjiovi ecc...".
Loro sul palco sono stati come sempre impeccabili nonostante Cosimo avesse qualche difficoltà vocale e Gabriele avesse un leggero torcicollo...ma se non me lo avessero detto, a dire il vero non lo avrei notato. Stavolta Giovanna aveva le uscite audio negli auricolari e il microfono "gelato" senza fili per muoversi meglio. I ragazzi del service sempre efficenti e impeccabili anche loro, note positive come sempre, sia dell'ambiente sempre più familiare tra tutti, sia del loro modo di porsi con tutti.
Ancora una volta si stava mettendo a piovere verso fine concerto e poi ha smesso dopo che Mimmo ha iniziato a cantare la cantilena "Chjiovi, chjiovi, chjiovi ecc...".
Loro sul palco sono stati come sempre impeccabili nonostante Cosimo avesse qualche difficoltà vocale e Gabriele avesse un leggero torcicollo...ma se non me lo avessero detto, a dire il vero non lo avrei notato. Stavolta Giovanna aveva le uscite audio negli auricolari e il microfono "gelato" senza fili per muoversi meglio. I ragazzi del service sempre efficenti e impeccabili anche loro, note positive come sempre, sia dell'ambiente sempre più familiare tra tutti, sia del loro modo di porsi con tutti.
Ma i Miracoli erano cominciati prima...
Bruciata da una siccità di mesi e mesi, la terra ardeva di sete sotto il sole.
Naturalmente non sto parlando di quest’ultimo piovoso, franoso, interminabile inverno, né di questa primavera fresca e ritardataria: è cosa di tanti e tanti anni fa. Ma non poi tantissimi se a Bianco ci raccontano che è ancora viva, o per lo meno ben ricordata dai suoi vicini, la signora in carne e ossa, con nome e cognome, che fu all’origine del Miracolo. Fece un voto alla Madonna: avrebbe fatto una festa in quel giorno, ogni anno, se la Madonna avesse finalmente mandato la pioggia. La sua preghiera fu esaudita, ed ecco che a Bianco ogni anno a metà primavera si festeggia il Miracolo. Anche a Bruzzano ci raccontano una storia simile, ma ci dicono che a ottenere il Miracolo e a fare il voto, diversi secoli fa, fu un piccolo gruppo di uomini saggi e pii.
Oltre alle celebrazioni religiose, Bianco e Bruzzano quest’anno hanno festeggiato il Miracolo in piazza il 24 e il 25 aprile con due fantastici concerti dei Taranproject di Mimmo Cavallaro.
Bianco, ultime ore del pomeriggio. Guardiamo il cielo gonfio di nuvole nere e ci preoccupiamo: non sarà che il Miracolo si voglia manifestare proprio stasera, che voglia inzuppare questo concerto tanto atteso?
Intanto la piazza Cinque Martiri di Bianco si riempie come un uovo. Mimmo, Cosimo & c. provano i suoni, si esibiscono in frammenti di pezzi mai sentiti prima. Serpeggia un brivido di eccitazione nello storico, appassionato, sempre presente fan’s club “Danza cu lu ventu comu l’unda di lu maari..”, e tra noi due blogger che abbiamo la faccia sorridente di Mimmo (foto by Fildiferro, al Vinitaly) stampata di fresco sulle sbirciatissime maglie. Saranno i pezzi del nuovo cd? Li ascolteremo stasera? No, non li ascolteremo stasera: è solo un piccolo assaggio rubato al futuro.
Carmelo e Alfredo arrivano insieme, vivaci e ridenti come sempre. Ma... panico: non abbiamo ancora visto Andrea, non abbiamo ancora visto Giovanna! è quasi l'ora del concerto quando li vediamo arrivare trafelati direttamente da una festa di matrimonio - "in veste di invitato!" precisa sorridendo un inedito Andrea in giacca e cravatta, mentre Giovanna indossa la sua stanchezza come una grazia in più.
Non c'è tempo per riprovare i volumi della voce, ma non fa niente: il concerto è ancora più amalgamato, più caldo, più spalancato dei precedenti. Non manca, per emozionarci di più, il pubblico ringraziamento di Mimmo a Fildiferro, il "signor Ferreri" che sulla Riviera ha raccontato il successo dei Taranproject al Vinitaly. La piazza canta in coro, si spella le mani, si scatena in tarantelle, girotondi, serpentoni, e la pioggia - piccolo miracolo - rimane su, ferma dentro i nuvoloni neri, forse anche lei incantata in ascolto.
La sera dopo il piccolo miracolo si ripete a Bruzzano un po’ meno piccolo, un po’ più visibile. Sciolti e affratellati dall’ulteriore stanchezza i musicisti si offrono al pubblico senza riserve, regalando tutto di sé e risultando quasi senza saperlo ancora più scintillanti. Verso la fine comincia a piovere: poche gocce isolate che riusciamo addirittura a vedere, macchie d’argento in caduta sullo sfondo nero del palco. Allora Cosimo allarga le braccia e con tutti i colori della sua voce, ma dolcemente, recita un proverbio che non saprei trascrivere se non potessi saccheggiare la trascrizione che ne ha prontamente fatto su Facebook Francesco Franco Pellegrino (grazie!): “Chjiovi chjiovi/ e la gatta faci i fijjhioli/ e lu surici si marita/ cu na coppula di sita”. La musica si è fermata. Il pubblico trattiene il fiato guardando, sul palco, i preziosi strumenti in legno che da un momento all’altro si bagneranno. Sono pochi secondi e questa è sicuramente un’illusione ottica, ma i nostri occhi credono di vedere le macchie d’argento muoversi sul fondo nero del palco verso l’alto anziché verso il basso. Non piove più. Il concerto andrà avanti fino a notte alta e nessuno, proprio nessuno, neanche il nostro Fildiferro!, riuscirà a non ballare.
(le foto sono di Pino Carella)
Naturalmente non sto parlando di quest’ultimo piovoso, franoso, interminabile inverno, né di questa primavera fresca e ritardataria: è cosa di tanti e tanti anni fa. Ma non poi tantissimi se a Bianco ci raccontano che è ancora viva, o per lo meno ben ricordata dai suoi vicini, la signora in carne e ossa, con nome e cognome, che fu all’origine del Miracolo. Fece un voto alla Madonna: avrebbe fatto una festa in quel giorno, ogni anno, se la Madonna avesse finalmente mandato la pioggia. La sua preghiera fu esaudita, ed ecco che a Bianco ogni anno a metà primavera si festeggia il Miracolo. Anche a Bruzzano ci raccontano una storia simile, ma ci dicono che a ottenere il Miracolo e a fare il voto, diversi secoli fa, fu un piccolo gruppo di uomini saggi e pii.
Oltre alle celebrazioni religiose, Bianco e Bruzzano quest’anno hanno festeggiato il Miracolo in piazza il 24 e il 25 aprile con due fantastici concerti dei Taranproject di Mimmo Cavallaro.
Bianco, ultime ore del pomeriggio. Guardiamo il cielo gonfio di nuvole nere e ci preoccupiamo: non sarà che il Miracolo si voglia manifestare proprio stasera, che voglia inzuppare questo concerto tanto atteso?
Intanto la piazza Cinque Martiri di Bianco si riempie come un uovo. Mimmo, Cosimo & c. provano i suoni, si esibiscono in frammenti di pezzi mai sentiti prima. Serpeggia un brivido di eccitazione nello storico, appassionato, sempre presente fan’s club “Danza cu lu ventu comu l’unda di lu maari..”, e tra noi due blogger che abbiamo la faccia sorridente di Mimmo (foto by Fildiferro, al Vinitaly) stampata di fresco sulle sbirciatissime maglie. Saranno i pezzi del nuovo cd? Li ascolteremo stasera? No, non li ascolteremo stasera: è solo un piccolo assaggio rubato al futuro. Carmelo e Alfredo arrivano insieme, vivaci e ridenti come sempre. Ma... panico: non abbiamo ancora visto Andrea, non abbiamo ancora visto Giovanna! è quasi l'ora del concerto quando li vediamo arrivare trafelati direttamente da una festa di matrimonio - "in veste di invitato!" precisa sorridendo un inedito Andrea in giacca e cravatta, mentre Giovanna indossa la sua stanchezza come una grazia in più.
Non c'è tempo per riprovare i volumi della voce, ma non fa niente: il concerto è ancora più amalgamato, più caldo, più spalancato dei precedenti. Non manca, per emozionarci di più, il pubblico ringraziamento di Mimmo a Fildiferro, il "signor Ferreri" che sulla Riviera ha raccontato il successo dei Taranproject al Vinitaly. La piazza canta in coro, si spella le mani, si scatena in tarantelle, girotondi, serpentoni, e la pioggia - piccolo miracolo - rimane su, ferma dentro i nuvoloni neri, forse anche lei incantata in ascolto.
La sera dopo il piccolo miracolo si ripete a Bruzzano un po’ meno piccolo, un po’ più visibile. Sciolti e affratellati dall’ulteriore stanchezza i musicisti si offrono al pubblico senza riserve, regalando tutto di sé e risultando quasi senza saperlo ancora più scintillanti. Verso la fine comincia a piovere: poche gocce isolate che riusciamo addirittura a vedere, macchie d’argento in caduta sullo sfondo nero del palco. Allora Cosimo allarga le braccia e con tutti i colori della sua voce, ma dolcemente, recita un proverbio che non saprei trascrivere se non potessi saccheggiare la trascrizione che ne ha prontamente fatto su Facebook Francesco Franco Pellegrino (grazie!): “Chjiovi chjiovi/ e la gatta faci i fijjhioli/ e lu surici si marita/ cu na coppula di sita”. La musica si è fermata. Il pubblico trattiene il fiato guardando, sul palco, i preziosi strumenti in legno che da un momento all’altro si bagneranno. Sono pochi secondi e questa è sicuramente un’illusione ottica, ma i nostri occhi credono di vedere le macchie d’argento muoversi sul fondo nero del palco verso l’alto anziché verso il basso. Non piove più. Il concerto andrà avanti fino a notte alta e nessuno, proprio nessuno, neanche il nostro Fildiferro!, riuscirà a non ballare.(le foto sono di Pino Carella)
A Chivasso, nel Campo dei Miracoli
Questa volta i Taranproject hanno davvero fatto miracoli!Il primo è stato riuscire ad arrivare a Chivasso, dopo aver suonato al Concerto del 1 maggio a Rosarno fino alla mezzanotte del sabato: la loro performance era prevista per le 20, ma problemi tecnici e lungaggini tipici delle manifestazioni di questo genere hanno fatto slittare la loro salita sul palco di qualche ora, e hanno ridotto la durata dell'esibizione a due decine di minuti: poco, troppo poco!, anche se comunque abbastanza per far sì che abbiano lasciato un segno forte della loro presenza all'evento - con citazione e immagini anche su RaiTre.
Così, perso il treno e scartata l'idea di un avventurosa spedizione in furgone, i nostri sono corsi all'aeroporto nel cuore della notte, e sono giunti in Piemonte, previo scalo a Roma, col sole già alto in cielo; tutto questo mentre Cosimo, uomo di salde radici terrigne e perciò refrattario al volo, saliva in treno per approdare a Chivasso nel pomeriggio.
Un secondo miracolo è stato allestire in quattro e quattr'otto una pedana di fortuna sotto il tendone del ristrorante, poiché sul palco che era stato predisposto pioveva desolantemente da ore: trasferiti strumenti e mixer, ridotta al minimo indispensabile l'amplificazione, Carmelo, assieme al tecnico incontrato sul posto, si è prodotto nel più veloce e brillante soundcheck della storia, riuscendo a garantire l'abituale eccellente qualità audio.
Poi sono fioccati miracoli in serie in un concerto intenso, raccolto, che ha trasformato la serata piovosa in una notte di lucente armonia: attraverso le recenti evoluzioni “Cioparella” sta esplodendo, è diventata spiritata e febbrile, con Gabriele che si inserisce col suo sax dai clangori dissonanti; la “Mulinarella” di Mimmo è sempre più densa, oscura, inquietante; i classici di Cosimo spandono gloria sul pubblico galvanizzandolo; miracolosa è stata infine l'apparizione della zampogna, suonata dal maestro Peppe Pizzimenti: uno strumento arcano e affascinante come nessun altro, riemerso dalle brume d'Aspromonte.
Ma il miracolo più grande è stato vedere Rocco, un simpaticissimo ragazzo in carrozzina, chiedere aiuto per alzarsi e farsi reggere in piedi, e poi con tutta la sua forza ballare, ridere felice, restituire generosamente a Mimmo un'emozione vera, che ha fatto brillare gli occhi a tutti noi.(le foto sono dall'album di Rocco!)
Anch'io ho avuto il mio piccolo grande miracolo: ho ballato con Giovanna!
Quando verso la fine lei è venuta verso il pubblico, sorridendo ha teso le braccia proprio verso di me, invitandomi a volteggiare con lei nella tarantella – io che non ho mai ballato in vita mia, e solo una settimana fa a Bruzzano avevo avuto il mio battesimo, grazie a Giupi e gli amici del gruppo “Danza cu lu Ventu”... beh, devo aggiungere altro?
Questi sono i Taranproject: sentimenti che fluiscono, barriere individuali che si sciolgono, tante minuscole storie di persone che si intrecciano, e diventano tutte preziose, dentro lo spazio magico creato dalla musica di questi splendidi artisti.
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