Sona ssu tamburu

A completare la panoramica dei brani inediti di quest'anno mancava solo la nuova canzone di Giovanna, con la quale si celebra un amore festoso, colorato e floreale, che palpita al suono di un travolgente tamburo.
Musica e testo sono stati scritti da Giovanna Scarfò, che si dimostra una volta di più ragazza dalle mille virtù, versatile e in ogni sua incarnazione bravissima: anche in questo pezzo unisce spontaneità, ardore e professionalità nel modo naturale che è proprio degli artisti di calibro assoluto.

I precisi riferimenti del testo – Crochi è una località nei dintorni di Caulonia – lasciano intuire uno spunto autobiografico; ma la potenza e incisività dei versi (c'è il contribuito di un terzo fratello Scarfò! Si tratta di Francesco, autore e chitarrista di razza negli Scarma), lo spettacolare respiro pop della costruzione melodica, l'interpretazione trascinante che Giovanna ogni sera ne dà, lo rendono un canto d'amore universale, che allarga il cuore e lo colma di entusiasmo.

(Video da Youtube di Vargassetto)


Sona ssu tamburu

Si' a stida chjù splendenti di lu cielu,
ca a presenza di lu cielu rende onuri,
tutti li stidi ti stannu a guardari,
ed eu ammenzu ad igli m'ammagu d'amuri.

Li hjuri di lu pratu
si linchinu 'i culuri,
ma quandu passi tu fa primavera,
lu profumu sa di munti e di hjumara,
e quandu soni faci u cori arrivotari.

Sona, pista, mina, fa'mu sona ssu tamburu,
lu sonu di sti botti mu rivigghja tutt'u mundu
al tempu di me' cori comu 'na campan'a festa
al tempu di l'amuri che mi resta.

L'occhj toi si linchinu di hjuri,
comu li prati a Crochi a primavera,
lu cori mi si stringi senza u pozzu respirari
e cantanu li melodi d'amuri.

E non m'importa nenti
di chi dinnu li perzuni,
e la hjumara si poti levari...
Mi faci mali, non haju chiù rigettu
se non ti pozzu aviri a lu me pettu.

Sona, pista, mina, fa'mu sona ssu tamburu,
lu sonu di sti botti mu rivigghja tutt'u mundu,
al tempu di me' cori comu 'na campan'a festa
al tempu di l'amuri chi mi resta.

Pe' centu anni ancora ti vurria guardari,
pe' centu anni ancora ti vurria basari,
pe' centu voti venaria mu cantu 'ccà cu'ttia
sta canzuni, pecchì si' a vita mia.

E ssu tamburu sona
e mu mi ricorda sempi
la vita senza tia non esti nenti,
e cantu sta canzuni a tutti i venti
mu passa nta lu cori di la genti.

E quandu penzi a mia penza a li hjuri,
mu ti ricordi tutti li culuri
chi ndi ficiru restari senza hjatu
quandu ndi canuscimmu nta lu pratu.

Sona, pista, mina, fa'mu sona ssu tamburu,
lu sonu di sti botti mu rivigghja tutt'u mundu,
al tempu di me' cori comu 'na campan'a festa
al tempu di l'amuri chi mi resta.

(Nei commenti la traduzione in italiano)

8 commenti:

  1. Suona questo tamburo

    Sei la stella più splendente del cielo,
    la presenza del cielo ti rende onore,
    tutte le stelle ti stanno a guardare,
    e io in mezzo a … d'amore.

    I fiori del prato
    si riempiono di colori,
    ma quando passi tu fa primavera,
    il profumo sa di monti e di fiumara
    e quando suoni fai vorticare il cuore.

    Suona, pesta, mena questo tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

    I tuoi occhi si riempiono di fiori
    come i perati a Crochi a primavera,
    il cuore mi si stringe senza che possa respirare
    e cantano le melodie d'amore.

    E non m'importa niente
    di quel che dice la gente,
    e la fiumara si può anche innalzare...
    sento male, non ho più riposo
    se non ti posso avere al mio petto.

    Suona, pesta, mena questo tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

    Per canto anni ancora ti vorrei guardare,
    per cento anni ancora ti vorrei baciare,
    per cento volte verrei a cantare qui con te
    questa canzone, perché sei la mia vita.

    E questo tamburo suona
    per ricordarmi sempre
    che la vita senza te non è niente,
    e canto questa canzone a tutti i venti
    perché arrivi al cuore della gente.

    E quando pensi a me pensa ai fiori,
    per ricordarti tutti i colori
    che ci fecero restare senza fiato
    quando ci conoscemmo nel prato.

    Suona, pesta, mena questo tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

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  2. bellissima canzone!!! bella melodia!!! M'è piaciuta subito, appena l'ho sentita. Un solo appunto sulla trascrizione:SONA, PISTA, MINA, FA' MU SONA STU TAMBURU, da intendersi come un'invocazione, un'esortazione all'amato che suona per la sua bella.
    Comunque, il meglio di sè Giovanna lo dà, credo, nella canzone "lu patruni" quando si unisce ad Alfredo nell'accompagnamento al tamburello.
    In questa canzone, invece, spettacolare la chiusura con lei che suona il tamburello, tenendo il tempo a un grande suonatore di grancassa(???) che lascia un eco magico nei suoi ultimi battiti. Non sos e i cantanti se ne rendono conto, ma noi da sotto il palco restiamo affascinati. Bravi!!!

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  3. Hai ragione, Giuseppina, nel tradurre il verso
    "Sona, pista, mina, fa'mu sona ssu tamburu"
    ho perso un pezzo di frase; letteralmente dovrebbe essere così:
    Suona, pesta, mena, fai suonare questo tamburo.

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  4. Una fonte autorevolissima mi ha completato il quarto verso, ch'era lacunoso:
    "eu ammenzu ad igli m'ammagu d'amuri"
    cioè:
    "io in mezzo ad esse m'incanto d'amore"
    e mi ha ulteriormente spiegato che
    "per ammagari si intende rimanere incantato, con l'accezione di imbambolato; quando qualcuno appare sempre un pò distratto, quasi tonto, si utilizza per definirlo l'espressione 'ammagatu d'a stida'."

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  5. Ecco quindi la traduzione completata e corretta:

    Suona questo tamburo

    Sei la stella più splendente del cielo,
    la presenza del cielo ti rende onore,
    tutte le stelle ti stanno a guardare,
    e io in mezzo ad esse m'incanto d'amore.

    I fiori del prato
    si riempiono di colori,
    ma quando passi tu fa primavera,
    il profumo sa di monti e di fiumara
    e quando suoni fai vorticare il cuore.

    Suona, pesta, mena, fai suonare 'sto tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

    I tuoi occhi si riempiono di fiori
    come i perati a Crochi a primavera,
    il cuore mi si stringe senza che possa respirare
    e cantano le melodie d'amore.

    E non m'importa niente
    di quel che dice la gente,
    e la fiumara può anche straripare...
    sento male, non ho più riposo
    se non ti posso avere al mio petto.

    Suona, pesta, mena, fai suonare 'sto tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

    Per cento anni ancora ti vorrei guardare,
    per cento anni ancora ti vorrei baciare,
    per cento volte verrei a cantare qui con te
    questa canzone, perché sei la mia vita.

    E questo tamburo suona
    per ricordarmi sempre
    che la vita senza te non è niente,
    e canto questa canzone a tutti i venti
    perché arrivi al cuore della gente.

    E quando pensi a me pensa ai fiori,
    per ricordarti tutti i colori
    che ci fecero restare senza fiato
    quando ci conoscemmo nel prato.

    Suona, pesta, mena, fai suonare 'sto tamburo,
    il suono di questo battito risveglia tutto il mondo
    al tempo del mio cuore come una campana a festa,
    al tempo dell'amore che mi resta.

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  6. Un'altra piccola rettifica, un anno dopo:
    non è "stu battitu rivigghja tutt'u mundu", ma "lu sonu di sti botti mu rivigghja tutt'u mundu", quindi "il suono di questi colpi risvegli tutto il mondo" - il solito congiuntivo calabrese che spesso mi sfugge!

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  7. Salve, i prati e crochi non potrebbero essere anche prati di fiori di croco?

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    1. Per la verità il riferimento alla località di Crochi mi è stato confermato da Giovanna stessa...

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